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Mario Totaro – Piano And Percussion Works

 - Mario Totaro – Piano And Percussion Works
 
 
 
Genere:
  Contemporanea
Orchestrazioni:
  Pianoforte
  Percussioni
Supporto: CD
Anno: 2012
 
 
 

English version

Nel 1918 il grande impresario Sergej Diaghilev chiese a Ottorino Respighi di rielaborare alcune musiche di Rossini tratte dai Péchés de vieillesse. I brani elaborati sarebbero poi stati utilizzati per il nuovo balletto La boutique fantasque, rappresentato dai mitici Ballets Russes nel 1919. Non era la prima volta che Diaghilev commissionava rivisitazioni di musiche del passato per i suoi spettacoli, né sarebbe stata l’ultima: nel 1917 affidò a Vincenzo Tommasini il compito di orchestrare alcune sonate di Domenico Scarlatti per il balletto Le donne di buon umore, e nel 1919 affidò a Stravinskij le musiche di Pulcinella, su brani di G. B. Pergolesi ed altri musicisti italiani del XVIII secolo. Il recupero di stilemi “antichi” nella musica del ‘900 non fu certo un’invenzione di Diaghilev: si trattava di un orientamento estetico che era già nell’aria da quasi due decenni, ma che si sviluppò soprattutto nel periodo fra le due guerre mondiali e fu chiamato “neoclassicismo” (mentre la musica basata su opere preesistenti fu denominata “musica al quadrato”). Nato soprattutto come reazione agli eccessi tardo-romantici, il neoclassicismo assunse caratteri anche molto diversi fra loro: nei casi più semplici (come ad esempio ne Le donne di buon umore di Tommasini), il compositore si limitò ad arrangiare le musiche originarie, rispettandone in linea di massima i caratteri musicali e riducendo così al minimo la frattura col passato; in casi più complessi e più interessanti (come nel Pulcinella di Stravinskij), la dialettica fra passato e presente fu accentuata e le musiche preesistenti furono “ricomposte” in chiave parodistica, fino allo straniamento e alla deformazione ironico-grottesca. Tornando a La boutique fantasque, la scelta dei brani enigmatici, impertinenti e distaccati del Rossini degli ultimi anni avrebbe potuto condurre ad esiti interessantissimi. Rossini ci appare oggi infatti non solo come l’antiromantico più illustre del XIX secolo, ma addirittura come un autore “pre-neoclassico” nelle sue ironiche, dissacranti e irriverenti parodie di stilemi e “icone” ottocentesche. Non bisogna poi dimenticare che, nella Petite Messe Solennelle, egli aprì la strada al Novecento mentre recuperava un passato glorioso, unendo in pratica Bach a Stravinskij. Respighi, però, non seppe o non volle cogliere l’occasione: la sua magistrale e smagliante orchestrazione degli originali rossiniani si avvicina più a Čajkovskij e a Rimskij-Korsakov che al Novecento. La frattura e il confronto dialettico fra tradizione e modernità furono in questo caso eliminati, al punto che La boutique fantasque non solo non può essere considerato un lavoro neoclassico, ma addirittura si pone come anti-neoclassico! Dopo quasi ottant’anni da questi avvenimenti, Caprice fantasque riprende le musiche rossiniane strumentate da Respighi e le ripropone nello stesso ordine da lui scelto, ma con un intento ben diverso. Il riferimento a Respighi e alla “musica al quadrato” è solo un pretesto per proporre una vera “musica al cubo”. L’oggetto della parodia, infatti, non sono tanto i Péchés de vieillesse (a loro volta già parodistici), quanto l’intera stagione del neoclassicismo storico. L’operazione è condotta all’insegna del gioco intellettuale distaccato e leggero. Più che di un esercizio critico si tratta, dunque, di un vero divertissement, anche se l’ironico, sorridente scetticismo di fondo cede il passo qua e là a tratti inquietanti. L’elaborazione assume volta a volta caratteri anche molto diversi fra loro. In alcuni casi si tratta di arrangiamenti che comportano deformazioni di varia natura, ma dove il testo originale risulta, all’ascolto, ben riconoscibile (è il caso dell’Ouverture, della Romanza, della Tarantella, della Danza cosacca e del Rondeau). I casi più interessanti, all’interno di questo gruppo di pezzi, sono forse quelli dove gli interventi vanno ad evidenziare, esagerandoli, caratteri già presenti nei brani rossiniani (come avviene ad esempio nella Romanza, dove viene messa a nudo tutta l’originalità della melodia iniziale, semplicemente smembrandola nei suoi due elementi costitutivi). C’è poi un gruppo di pezzi dove le trasformazioni sono più incisive e l’elaborazione più libera, pur restando abbastanza individuabile il modello di partenza. Si potrebbero forse definire “variazioni à la manière de…” e sono i brani che fanno più largo uso di citazioni, in gran parte derivate da elementi già presenti in Rossini (le citazioni in Caprice Fantasque, talvolta nascoste e talvolta evidenziate al massimo, sono numerose ed abbracciano un secolo e mezzo di storia della musica). E’ il caso dell’Intermezzo I, con i suoi riferimenti beethoveniani; è il caso della Mazurka, che si rifà soprattutto al Mefisto valzer di Liszt (con un’allusione alla romanza Caro nome, dal Rigoletto di Verdi); ed è infine il caso del Valzer triste, dove il cambiamento di modo (da maggiore a minore) e di andamento rovescia il carattere dell’originale, permettendo di inserire linee melodiche nuove, citazioni da Beethoven e da Chopin e, nel finale, un autentico coup de théâtre. Il Tango-Valzer viennese e il Finale-Galop costituiscono due casi a parte. Il primo punta alla massima diversificazione degli elementi originari, ottenuta attraverso trattamenti differenziati che rendono i temi, volta a volta, più o meno identificabili; il secondo punta, all’opposto, alla massima integrazione addirittura fra due brani differenti (gli ultimi due del balletto di Respighi), fondendoli assieme. Infine, l’ultimo gruppo è formato da pezzi che utilizzano il materiale rossiniano per creare qualcosa di nuovo; qui la riconoscibilità dell’originale si perde totalmente e abbondano i riferimenti al Novecento, pur senza citazioni dirette. E’ il caso dell’Intermezzo II (che si potrebbe definire “espressionista”); dell’Intermezzo III (che strizza l’occhio a certo Bartók); dell’Intermezzo IV (che con la sua costruzione “a specchio” si rifà a certe strutture berghiane e, al centro, espone addirittura un tema dodecafonico). E’ il caso, infine, dell’ermetico Notturno, dove appaiono autocitazioni e disposizioni sonore dal significato simbolico. Il lavoro esiste in due versioni: una per pianoforte a 4 mani e l’altra per duo pianistico e percussioni. Quest’ultima è nata grazie alla preziosa collaborazione con Ivan Gambini, a cui si devono numerose scelte timbriche nonché le citazioni presenti nelle parti percussive. In Totantango la deformazione, l’ironia, il procedimento alchemico sono presenti già nel titolo, basato su un gioco di parole (“Totar” e “Toten”) che farebbe supporre una connotazione autobiografica e macabra al tempo stesso. Come in Caprice fantasque, anche in questo caso si può parlare di “musica al cubo”. La composizione si basa, infatti, su due arrangiamenti (facenti parte di un vinile del 1968) di due celeberrimi tanghi, arrangiamenti che nulla hanno di genuinamente popolare e che anzi “usano” le forme appartenenti a questo repertorio come materiale da sfruttare a fini commerciali, contraffacendole secondo i dettami di un’estetica decisamente kitsch. Il senso di “Totantango” è proprio qui: la tesi è che reiterando e portando alle estreme conseguenze tali “atti di violenza” sul repertorio (non solo popolare) si giunga fatalmente alla sua morte e dissoluzione. A questo assunto corrispondono puntualmente, nel brano, una serie di procedimenti di progressiva “denaturazione” del materiale musicale che divengono gradualmente sempre più automatici, meccanici, quasi a simboleggiare la crescente “disumanizzazione” del prodotto. All’inizio sembrano solo piccole, gratuite, divertenti deformazioni, ma a poco a poco ci si rende conto che proprio dallo sviluppo e dalla naturale proliferazione di tali “nei” nasce e si sviluppa il “cancro” che causerà la morte dell’organismo infetto. Le stesse funzioni tonali, già “aggredite” nella prima parte del lavoro, spariscono progressivamente nella seconda, dove gli accordi vengono sempre più interpretati come semplici aggregati di intervalli da manipolare secondo regole ferree ed implacabili. La proliferazione delle “cellule impazzite” conduce ben presto a un climax parossistico, cui fa seguito un’immane esplosione e quindi un lento, inesorabile dissolvimento; nell’ultima parte del brano il materiale dei due tanghi viene come triturato, centrifugato e disperso fino a giungere alla completa estinzione, al silenzio, al nulla. Le citazioni presenti nel brano passano quasi inosservate (da Chopin a Rossini, da Rachmaninov al “liscio” romagnolo, fino alla scrittura donatoniana del finale) e nella loro eterogeneità sembrano alludere a una situazione nella quale i prodotti artistici, sempre più violentati da un sistema che segue prevalentemente leggi di mercato, finiscono col perdere totalmente la loro identità culturale. Ex Oedipo è una “partitura per voci recitanti e strumenti”, un lungo melologo organizzato in pezzi chiusi che riprende il mito di Edipo in chiave contemporanea. La suite presente riunisce i brani più significativi del lavoro. La Favola è un “Ricercare perpetuo” a quattro voci che originariamente accompagnava il racconto della nascita ed infanzia di Edipo. Con essa contrasta bruscamente il Predicatore, che si divide in due parti di registro molto differente, a sottolineare l’ambiguità del personaggio che qui viene rappresentato. La suggestiva, ipnotica Cartomante dipinge una pratica divinatoria e pare evocare l’immagine di una sfera di cristallo in continuo, lento movimento. Un aspro accordo introduce improvvisamente il drammatico Circense, una specie di “musica da fiera” allucinatoria ed inesorabile, quasi un “mefisto-valzer” che non dà tregua. Il brano successivo, Poema del vento, si divide in due parti, la prima delle quali ha un sapore vagamente arcaico e la seconda descrive l’amplesso amoroso fra Edipo e Giocasta. L’ultimo brano della suite, Epilogo, è una parafrasi della Favola iniziale, simile eppure completamente diversa, con una forma che da ciclica diviene aperta.

RECENSIONI
Cher Mario, J’ai donc écouté dimanche ton disque pour 2 pianos et percussion, et je dois dire que j’ai passé un moment admirable, comme le spectacle d’une histoire de la musique allant de Beethoven à Varese, le tout ayant une très grande cohérence musicale et magnifiquement interprété. Il y a des moments totalement inédits dans les timbres, percussion et piano forment un instrument nouveau. Tu es d’une très grande culture d’écriture classique, ce qui, de nos jours redevient une valeur ines- timable, sans compter ton talent de pianiste. Je voudrais ainsi que tu félicites tes amis musiciens de ma part pour la qualité de ce CD réalisé. Ce qui me frappe aussi, c’est l’incroyable réconciliation que tu créées avec la public. Le public d’aujourd’hui attend des artistes comme toi, à la fois habile dans les horizons nouveaux, et à la fois très profondément ancré dans nos racines culturelles occidentales. Je pourrais te parler très longuement de chaque pièce, il faut dire aussi et surtout que tu es un ex- cellent compositeur maîtrisant les formes et le language. Bravo, je suis fier et très honoré de te connaître, et impatient de te revoir à la Villa des Composi- teurs, ! Avec toute mon amitié et ma reconnaissance musicale!
Christophe Guyard
9 décembre 2013 !

Caro Mario,
Domenica scorsa ho ascoltato il tuo disco per due pianoforti e percussioni, e devo dire che ho pas- sato attimi meravigliosi, come se assistessi allo spettacolo di una storia della musica che va da Beethoven a Varése, il tutto con una consistenza musicale molto elevata e interpretato magnifica- mente. Ci sono momenti totalmente inediti dal punto di vista timbrico, dove le percussioni e il pi- anoforte formano un nuovo strumento. Hai una grandissima cultura nell’ambito della scrittura “classica”, che oggi rappresenta un valore inestimabile, senza contare il tuo talento di pianista. Vorrei che facessi i complimenti ai tuoi collab- oratori da parte mia per la qualità di questo CD. Quello che mi colpisce è anche l’incredibile riconciliazione che crei con il pubblico. Oggi il pubbli- co ha bisogno di artisti come te, immersi in nuovi orizzonti e al tempo stesso profondamente radi- cati nelle nostre radici culturali occidentali. Potrei parlare con te a lungo di ogni pezzo, ma mi preme soprattutto dirti che sei un eccellente com- positore che domina con maestria le forme e il linguaggio. Bravo, sono orgoglioso e onorato di conoscerti, e non vedo l’ora di darti il benvenuto presso la Villa dei Compositori!
Con tutta la mia amicizia e riconoscenza!
Christophe Guyard
9 Dicembre 2013
________________________________________
Caro Mario, !Finalmente ho sentito il tuo CD. Sei un elegante ed approfondito conoscitore dell’armonia, del contrappunto, del fraseggio, della forma ed un abile plasmatore del pensiero musicale. Non ti soffermi su giochi specu- lari vacui, ma sei un musicista completo che comunica esperienze emotive grazie anche alle tue notevoli capacità esecutive. Il tuo stile compositivo tende a raggiungere un senso di completezza e ad esprimere una personalità ben definita assai rara in questi tempi. La tua musica è veramente bella e anche divertente: hai un sense of humour musicale che è vera- mente raro. Sei un Maestro in tutti i sensi, riguardo tutte le componenti musicali. Il Totan- tango è veramente unico, ma sono molto belli anche i pezzi del Caprice Fantasque. I miei più sinceri complimenti. Spero che piano, piano mi manderai tutti i tuoi CD intanto che li registri e io ti farò avere i miei. !
Un caro saluto e a presto!
Elisabetta Brusa

Tracklist

  1. Caprice Fantasque - Ouverture
  2. Caprice Fantasque - Romanza
  3. Caprice Fantasque - Intermezzo I
  4. Caprice Fantasque - Tarantella
  5. Caprice Fantasque - Mazurka
  6. Caprice Fantasque - Intermezzo II
  7. Caprice Fantasque - Danza cosacca
  8. Caprice Fantasque - Valzer triste
  9. Caprice Fantasque - Intermezzo III
  10. Caprice Fantasque - Rondeau
  11. Caprice Fantasque - Tango-Valzer viennese
  12. Caprice Fantasque - Intermezzo IV
  13. Caprice Fantasque - Notturno
  14. Caprice Fantasque - Finale-Galop
  15. Totantango
  16. Ex Oedipo Suite - Favola
  17. Ex Oedipo Suite - Predicatore
  18. Ex Oedipo Suite - Cartomante
  19. Ex Oedipo Suite - Circense
  20. Ex Oedipo Suite - Poema del Vento
  21. Ex Oedipo Suite - Epilogo

Info Acquisto

Il cd è disponibile a Firenze presso DISCHI FENICE Via Santa Reparata 8/B

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