L'album
"Manuale per non suicidarsi", per voce della stessa band, è un piccolo e prezioso breviario di generi, un milkshake di stoner, surf, pop deviato, revisionismi rock cantautorali, punk cabaret e tinteggiature noise.
Ingredienti che, sulla base di una dose massiccia di ascolti, studi, vita di tutti i giorni, illusioni e disillusioni, sono stati conditi di getto in un cd di 12 tracce, accattivante e cattivo allo stesso tempo. Nel disco degli
Shout tutto quello che potevate pensare fosse rimasto chiuso negli anni '90 viene rivisitato con il senso di inquietudine del nuovo decennio.