La sonata K284 è l'ultima di un gruppo di sei sonate (K279, K284) composte in maggior parte a Salisburgo, ma destinate ad essere eseguite a Monaco di Baviera. Fu commissionata dal barone Von Dümitz, amante della musica e provetto pianista di gusto raffinato che, secondo Alfred Einstein, avrebbe chiesto a Mozart "qualche cosa di differente e più brillante, nello stile francese. Sarà stato per soddisfare le richieste del barone, o, piuttosto, per spontanea perizia del compositore, che la sonata K284 è la maggiormente originale come forma e ricchezza delle sei citate sonate, con una raffinata scrittura per la tastiera. Lo stile francese galante lo si ravvisa, soprattutto, nel "Rondò en polonnaise" del secondo movimento e nella forma a gavotta che offre spunto al tema con dodici variazioni dell'ultimo movimento. Pare che Mozart amasse particolarmente questa sonata, dato che ne accenna parecchie volte nelle sue lettere. La sonata K332 viene composta da Mozart nell'estate del 1778; di vaste dimensioni, ha risentito dell'esperienza parigina, che aveva conferito nuove risorse espressive e tecniche al Nostro. Il primo tempo è costruito in forma sonata, su due temi principali, con l'aggiunta di due temi secondari, di cui il primo appare nella tonalità di re minore con una notevole presenza e forza per essere, appunto, un inciso secondario nella strutturazione della sonata classica. Nell'adagio in si bemolle maggiore spicca la bellezza della linea melodica, che adotta una forma bitematica molto lineare, cui seguirà poi il notevole virtuosismo sia compositivo che tecnico dell'Allegro finale, che ritorna nuovamente ad un poderoso fa maggiore. Anche quest'ultimo movimento risulta in forma bitematica, ma arricchito da molti spunti accessori che ne rendono decisamente interessante l'architettura. Presumibilmente dello stesso periodo, la sonata K333 in si bemolle maggiore riesce ad essere più melodica e meno vigorosa rispetto alla K332. L'Allegro iniziale ha la canonica forma bitematica, ma con una complessità tonale che, attraverso un fitto gioco di modulazioni, la porta a toccare varie regioni armoniche per poi tornare al tono iniziale con estrema naturalezza. L'Andante Cantabile è basato su due temi con un accenno di rielaborazione nella seconda parte, mentre l'ultimo tempo, Allegro, ha forma riconducibile al Rondò, con vari elementi, di cui uno ripetuto in due tonalità differenti.

