Il CD "The Renaissance Project" del gruppo vocale L'Una e Cinque assieme alla partitura PDF del brano "Inno del Congedo", composto dai due componenti del gruppo Gianfranco Montalto e Marco Andrioletti appositamente per la riedizione dell'album di musica rinascimentale reinterpretata in chiave moderna, al prezzo eccezionale di 15 euro. Aggiungendo il prodotto al paniere riceverete immediatamente via mail il file PDF.
L'album "The Renaissance Project" contiene brani del '500 provenienti dalle tradizioni musicali di Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, riproposti con grande sensibilità musicale in una veste interpretativa vocale moderna determinata dalla volontà di affrontare il repertorio cinquecentesco con sonorità nuove.
Una scelta artistica diversa dai canoni tradizionali del canto rinascimentale, motivata dal desiderio di far conoscere al pubblico più vasto quello che era il genere pop in Europa 500 anni fa.
"Inno del Congedo" è un breve brano di 29 battute con un alternanza di frasi, non sempre regolari, emotivamente ispirate da temi e inni nazionali.
L’idea melodica nasce di getto dopo una richiesta amichevole ma ispiratrice, di scrivere un inno per festeggiare il congedo dal servizio civile di Gianfranco Montalto, tenore della formazione L’Una e Cinque. Inizialmente concepito come una melodia accompagnata, con un testo al confine tra il goliardico e il nostalgico, venne successivamente apprezzata da alcuni componenti del gruppo e si pensò di farne un brano polifonico da realizzare per voci a cappella per chiudere i concerti dell’ensamble vocale.
Essendo il brano concepito per strumenti, si pensò di aggiungere uno scat omettendo quindi il testo inizialmente abbozzato. "Inno del Congedo" era uno dei brani in scaletta nel periodo in cui Giorgio Celestre era la voce di basso in L'Una e Cinque; dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2009, il brano è stato inserito nell'ultima edizione dell'album "The Renaissance Project" (PL 6610), dedicata alla sua memoria.
L’adattamento polifonico per soprano, contralto, tenore e basso ha alcuni momenti, soprattutto nelle battute finali, in cui la parte di contralto si sdoppia per potenziare l’impatto armonico della sezione conclusiva. Le battute d’introduzione iniziano con due misure in cui le voci di soprano e contralto entrano con un unisono (da intonare con particolare cura), dettato dalla natura strumentale del motivo, dove in pochi secondi si passa da un registro grave, soprattutto per il soprano, ad una tessitura media, che può rivelarsi impegnativa per il contralto. Superati questi "ostacoli" iniziali il proseguimento del brano non presenta difficoltà di sorta e il disegno melodico semplice e intuitivo suggerisce in maniera trasparente le esigenze espressive.
Pur essendo concepito come un Inno, l’esecuzione non deve mai raggiungere punte estreme né nella scelta dinamica né in quella agogica. La parte centrale, nostalgica e melanconica, si può considerare il cuore del brano, il suo più intimo significato, che viene tuttavia abbandonato pudicamente e rapidamente per un finale fintamente solenne con l’aggiunta, volutamente un po’ forzata, di un ritmo di marcia di croma puntata e semicroma.

