Assieme al "Big Charleston" Antonio Eros Negri dedica un'altra composizione alla Big Band, una formazione per diverso tempo trascurata, specialmente per le opere originali.
Le composizioni sono destinate a uno dei più consueti organici della Big Band: cinque parti di sax (due alti, due tenori, e baritono), quattro parti di tromba e quattro di trombone (tre tenori e basso); la sezione ritmica, scritta per esteso nelle parti di contrabbasso e pianoforte, può comprendere ad libitum anche strumenti a percussione.
Il Big Blues e il Charleston costituiscono un omaggio a due generi musicali che convissero per un paio di decenni nella prima metà del novecento; quando il Charleston passò di moda il Blues continuò a esistere e ad evolversi in svariate direzioni, condizionando anche altri generi musicali ad esso non direttamente correlati.
Ambedue i brani conciliano il lessico melodico e armonico così come la struttura ritmica tradizionale degli idiomi di riferimento con tecniche compositive proprie della “musica colta”. L’impiego di tecniche contrappuntistiche libere, imitative o canoniche e di atteggiamenti di orchestrazione mutuati dalla scrittura sinfonica favoriscono una compenetrazione fra stili e atteggiamenti della “musica seria”e aspetti musicali dell’“altro novecento”.
Sia il Big Blues sia il Charleston, ispirati l’uno alle evoluzioni per vasto organico strumentale del jazz-blues degli anni Sessanta e l’altro alla popolare danza degli anni Venti, possono ospitare sezioni dedicate all’improvvisazione; in questo caso si provveda a utilizzare tali sezioni come tropi (momenti inseriti all’interno del brano) e non come sostituzioni di parti scritte per esteso in partitura.
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Sono disponibili, acquistabili a parte, le parti staccate a 2€ ciascuna. Presto verranno pubblicate tra i prodotti in catalogo.
E' possibile richiedere a info@preludiomusic.com un pdf in visione.
