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La scomparsa di Virgilio Savona

28 Agosto 2009
Virgilio Savona, ideologo e anima del mitico “Quartetto Cetra” è scomparso giovedì scorso all’età di 89 anni. Ecco un ricordo da parte del Quintetto vocale ALTI e BASSI.
Inutile dire che i vari gruppi vocali italiani, in questi anni, hanno sicuramente individuato nel Quartetto Cetra una insostituibile fonte d’ispirazione e un grande esempio di “gioco di squadra”. Grazie alle loro canzoni e alle loro parodie, hanno regalato un sorriso agli italiani del dopoguerra lasciando, ancora oggi, tutti noi ammirati per la loro straordinaria vena creativa, le doti canore, musicali e recitative.
Nel nostro piccolo noi Alti e Bassi abbiamo avuto la grandissima fortuna di poter conoscere Virgilio e Lucia. Ne ricordiamo la signorilità: due persone semplici e generose. Abbiamo ben impressi i loro volti mentre, di fronte al giradischi, ascoltavano commossi una loro (strepitosa) vecchia incisione. Andammo per chiedere se in repertorio avessero qualcosa dedicato a George Gershwin: “Ecco, questo potrebbe far per voi”. E Virgilio tirò fuori da un cassetto la vecchia partitura de “Il Favoloso Gershwin”. Si trattava di una sua armonizzazione straordinaria (il brano era di Zapponi-Luttazzi), che ci regalò contento che, a distanza di quasi 40 anni (venne eseguito una sola volta nel 1957 con l’orchestra di Gornj Kramer in RAI), qualche baldo giovane potesse ridarle vita.
Nel 1998 Virgilio cercò di organizzare la seconda edizione del Premio Quartetto Cetra (nella prima nel 1997 vennero premiati gruppi come i Neripercaso, le Vocal Sisters o i Jazz and Jam). Riunì la giura che assegnò in quella circostanza il premio agli Alti e BassiI, ma all’ultimo momento il Comune di Grosseto si tirò indietro, impedendo lo svolgimento della premiazione ufficiale. Ci chiamò rammaricato dicendo tuttavia che la commissione aveva espresso il suo giudizio e che quindi, a tutti gli effetti, per lui, noi avevamo ricevuto il Premio Quartetto Cetra ’98.
Virgilio e Lucia vennero anche a due nostri concerti: all’Umanitaria e a Palazzo Isimbardi, per i Pomeriggi Musicali. Quando dedicammo loro un pezzo, segnalando che avevamo l’onore di averli come nostri ospiti in prima fila, tutto il pubblico si alzò in piedi e regalò loro un applauso così lungo che riuscirono a farci venire i lacrimoni agli occhi per la commozione.
Virgilio non si tirò indietro nemmeno quando gli chiedemmo di scrivere le note di copertina del nostro primo album. Addirittura chiedendoci se potessero andar bene! Benissimo Virgilio, andavano benissimo! Fin troppo...
E’ quello che ci resta in mano oggi, oltre al ricordo di un musicista che, considerando ciò che offre la nostra epoca, ci mancherà molto. Ciao Virgilio e grazie con affetto dagli Alti e Bassi.

“24 settembre 1998 Se ti appassionano i gospel e i canti spirituali nero-americani, non c’è problema: come li cantano gli “Alti e Bassi” ci puoi scommettere che non li canta nessuno. Se vai in estasi per il jazz d’annata è inutile che salti sul primo aereo per New Orleans, Chicago o Kansas City: basta voltare l’angolo e gli “Alti e Bassi” sono lì che ti aspettano, pronti a fare lo snap a tempo di swing. E se stravedi per il leggendario “canto a cappella” e vuoi navigare a mezza costa tra madrigali monteverdiani e melodie di George Gershwin, basta il tocco di un diapason e loro - “alti o bassi” che siano - sussurrano one-two-three-four, entrano in orbita e non li fermi più. Parola di
Lucia e Virgilio dei “Cetra”
Va bene così? Attendo conferma, ciao Virgilio.”
 
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