La scomparsa di Lelio Luttazzi
08 Luglio 2010
"Carissimi Alti & Bassi, vi risparmio la parte elogiativa già espressa puntualmente da Lucia Mannucci e Virgilio Savona sul precedente CD ("Il Mito Americano") e che sottoscrivo "in toto".
Mi limiterò a ringraziarvi per avermi risolleticato, dopo tanti anni di torpore cerebrale nei confronti della musica, quella "libido" struggente che mi travolse nel 1936 al primo ascolto della rapsodia e via via dei mille capolavori di quel genio che fu G. Gershwin.
Il vostro fervore nel riesumarlo in questo CD m'intenerisce. E se voi, di cui potrei essere nonno, amate come me una musica scritta negli anni venti, vuol dire che forse non sono ancora rimbambito!
Continuate così e grazie dal vostro nonno Lelio."
Con queste parole Lelio Luttazzi ci regalò le sue note di copertina al nostro secondo album, del 2001, "Il Favoloso Gershwin", dal titolo della canzone omonima di sua composizione (assieme a Zaponi) eseguita, nel 1957, dal Quartetto Cetra.
Fu una cosa per noi straordinaria e commovente ottenere un commento simile da uno dei più grandi personaggi della musica "pop" italiana (dove il termine "pop" non vuol essere spregiativo: per fare musica pop come la faceva lui ci vogliono qualità che pochi hanno).
In Lelio Luttazzi erano ben presenti due caratteristiche che noi Alti e Bassi abbiamo sempre considerato fondamentali: l'arte eccelsa, unita ad una smisurata dose di simpatia.
Non potete immaginare l'emozione nel sentire dalla sua viva voce, nel corso di una sua telefonata nel dicembre del 2006, l'entusiasmo per il nostro lavoro. Un lavoro che si nutre della passione per l'arte e che proprio grazie all'esempio e nel nome di grandi artisti come Lelio Luttazzi, Renato Carosone, Virgilio Savona o Bruno de Filippi, continueremo imperterriti a svolgere.
Ciao nonno Lelio! Continueremo così! e grazie per averci concesso la tua attenzione.